La città incantata
2001-01-01 - 120min - Lingua: giapponese
Dir. Miyazaki
Trama
Chihiro, una bambina di 10 anni, si ritrova in un mondo misterioso popolato da spiriti. Per salvare i suoi genitori trasformati in
maiali, dovrà lavorare nella casa da bagno di Yubaba e trovare il coraggio dentro di sé. In questo viaggio incontrerà creature
bizzarre e affascinanti, come Haku, un giovane ragazzo legato a un drago, e Senza-Volto, uno spirito enigmatico. Tra prove difficili,
amicizie inaspettate e pericoli nascosti, Chihiro imparerà a crescere, a credere nelle proprie forze e a scoprire la sua vera identità,
fino a ritrovare la strada di casa
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La recensione
Project Ghibli · 2 Settembre 2026
È un percorso onirico quello compiuto dalla giovane protagonista del film del maestro giapponese Miyazaki Hayao. Una sorta di viaggio nell’inconscio reso necessario dal difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza, in cui un mondo interiore, ricco di speranza, si scontra con la concretezza della vita.
Un cammino che rischia di essere a senso unico se non si hanno la forza e la capacità di prendere in mano la propria esistenza, assumendosi responsabilità, facendo scelte, anche dolorose, non tradendo il proprio istinto e le proprie intuizioni ma anche non cedendo alle trappole dell’illusione.
È la purezza dello sguardo a salvare ripetutamente la piccola Chihiro, a consentirle di aggiungere tasselli al suo lungo e difficile percorso iniziatico. E lo spettatore accompagna la protagonista nel suo viaggio incontrando divinità a riposo, streghe macrocefale, lupi volanti e mostri di ogni foggia.
Un universo fantasioso e colorato, curato visivamente fin nei minimi dettagli, dove la narrazione procede in modo razionale, seguendo le varie prove subite dalla protagonista, ma si scontra con l’irrazionalità degli eventi che si succedono, proprio come in un sogno, senza rispondere apparentemente ad alcuna domanda.
La visione affascina senza riuscire sempre a conquistare, ma le varie tappe del viaggio di Chihiro danno la sensazione di essere stati testimoni di un punto di vista prezioso. C’è una sorta di immedesimazione con il mondo onirico della protagonista.
Un'identificazione che non nasce da appigli reali, ma si lega probabilmente a un vissuto emotivo che tutti, invariabilmente, abbiamo respirato nei confusi anni dell’adolescenza, in cui bene e male cercavano risposte assolute e non si accontentavano di convivere.
❝ Niente di ciò che accade
è davvero dimenticato,
anche se non riesci a
ricordarlo.❞

Commenti
Il momento in cui Chihiro attraversa il fiume tenendosi per mano con i genitori trasformati in maiali mi ha colpito tantissimo: è lì che ho capito quanto fosse sola ma anche determinata. Un capolavoro che parla di crescita senza moralismi.
Il rapporto tra Chihiro e Haku mi ha emozionata fino alle lacrime, soprattutto quando lei ricorda il loro incontro d’infanzia sul fiume. È un film che riesce a parlare di amore e memoria in modo delicatissimo.
Lo guardo ogni anno e rimango incantato dagli sfondi dipinti a mano e dai dettagli della città degli spiriti. L’animazione del treno sull’acqua è pura poesia: silenzio, malinconia e bellezza assoluta.
Il Senza Volto mi ha sempre inquietata, ma allo stesso tempo mi ha fatto tenerezza. Rappresenta perfettamente la solitudine e il bisogno di essere accettati. Miyazaki riesce a darti i brividi e a scaldarti il cuore nello stesso momento.
Atmosfere magiche e personaggi indimenticabili. All’inizio mi aveva spiazzato un po’, ma poi sono rimasto catturato dalla bellezza della città degli spiriti. Colonna sonora incredibile.