Porco rosso
1992-01-01 - 90min - Lingua: giapponese
Dir. Miyazaki
Trama
Negli anni ’20, l’ex aviatore Marco Pagot, trasformato da una maledizione in uomo-maiale e conosciuto come Porco Rosso, vive come cacciatore di taglie sull’Adriatico. Combattendo pirati aerei e rivali temerari, mantiene il suo codice d’onore mentre vola sul suo iconico idrovolante rosso. Quando un nuovo aviatore americano mette in discussione la sua reputazione e il suo aereo viene gravemente danneggiato, Marco si affida al talento della giovane ingegnera Fio per ripararlo. Sullo sfondo di un’Italia in cambiamento, tra nostalgia, ideali perduti e un passato che continua a inseguirlo, Porco Rosso dovrà confrontarsi con il proprio destino, con i sentimenti inespressi verso Gina e con il significato del vero coraggio.
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La recensione
Project Ghibli · 13 Febbraio 2026
Porco Rosso è uno dei film più eleganti e
nostalgici di Hayao Miyazaki, una storia che mescola avventura,
malinconia e ironia in modo unico. Il protagonista, un asso dell’aviazione
trasformato in uomo-maiale, è un eroe disilluso ma profondamente
romantico, che sceglie di restare ai margini di un mondo che sta cambiando.
Ambientato tra l’Adriatico e le sue isole, il film è un omaggio al
fascino del volo e alla libertà del cielo: gli scontri con i pirati
aerei, le corse tra le nuvole e i momenti di quiete sull’acqua creano un’atmosfera
poetica e sospesa nel tempo. Allo stesso tempo, sullo sfondo si intravedono
le ombre della storia e l’avanzare di un’epoca sempre più cupa.
I personaggi che circondano Porco, come la raffinata Gina e la brillante Fio,
aggiungono al racconto una dimensione umana e
affettiva molto forte: tra amicizia, rispetto e sentimenti mai del tutto
dichiarati, il film parla di legami profondi e di ciò che scegliamo di proteggere
fino alla fine. Il tono rimane allo stesso tempo leggero e
melanconico, con dialoghi brillanti e momenti di sincera emozione.
Porco Rosso è una riflessione sul coraggio, sulla
dignità e sul prezzo delle scelte personali, raccontata attraverso
un protagonista insolito ma indimenticabile. Un film che sa far sorridere e
sospirare, lasciando nello spettatore una dolce sensazione di
nostalgia per un’epoca – e un cielo – che forse non esistono più,
ma che continuiamo a sognare.
❝ Meglio porco
che fascista. ❞

Commenti
Porco Rosso mi ha colpita per la sua atmosfera affascinante e malinconica. L’Adriatico degli anni ’20 è rappresentato con una cura incredibile e ogni scena sembra sospesa nel tempo. Marco è un protagonista insolito ma profondamente umano, e proprio questa sua complessità lo rende indimenticabile.
Quello che amo di questo film è il tono agrodolce che accompagna tutta la storia. Porco è un eroe che porta sulle spalle un passato pesante, ma continua a vivere con una forza silenziosa e un’ironia che lo rendono unico. È un Ghibli più adulto, che parla di rimpianti, ideali e libertà senza mai essere pesante. Mi ha emozionato molto.
Le sequenze di volo in Porco Rosso sono un vero spettacolo: leggere, poetiche e tecnicamente splendide. Ogni duello aereo ha un ritmo perfetto e un senso di libertà che pochi film riescono a trasmettere. Ma ciò che mi ha colpita di più è la malinconia di Porco, quel suo modo di restare ai margini del mondo pur avendo ancora tanto da dare.
Trovo straordinario come Miyazaki riesca a unire momenti divertenti – soprattutto con i pirati aerei – a una riflessione profonda sulla solitudine e sul disincanto. Porco è un personaggio complesso, segnato dalla guerra e dai suoi fantasmi, ma mantiene una dignità e una coerenza morale che lo rendono un vero eroe. La relazione con Gina è trattata con una delicatezza rara, fatta di sguardi e silenzi più che di parole. È un film che lascia il segno.
Per me Porco Rosso è uno dei lavori più raffinati e simbolici di Miyazaki. L’ambientazione tra storia e mito, la critica sottile al fascismo, il tema del volo come libertà e fuga… tutto è costruito con una sensibilità incredibile. Ho apprezzato moltissimo anche Fio, brillante e determinata, che rappresenta una speranza nuova in un mondo che cambia. Alla fine del film ho provato una nostalgia stranissima, come se avessi salutato un vecchio amico. È un’opera che cresce dentro di te.
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