Il mio vicino Totoro
1988-01-01 - 120min - Lingua: giapponese
Dir. Miyazaki
Cast: Noriko Hidaka, Chika Sakamoto, Shigesato Itoi
Trama
Due sorelline, Satsuki e Mei, si trasferiscono con il padre in una casa di campagna per stare più vicine alla madre malata.
Lontane dalla città, scoprono un mondo magico nascosto tra i boschi e i campi. Qui incontrano Totoro, un enorme e gentile
spirito della foresta, che diventa loro amico e custode silenzioso. Grazie a lui vivono esperienze straordinarie: viaggi in
un gatto-bus, notti sotto alberi incantati e momenti di pura meraviglia. Tra sogni ad occhi aperti e legami familiari, le
due sorelle imparano a guardare la natura con occhi nuovi e a trovare speranza anche nei momenti più difficili.
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La recensione
Project Ghibli · 3 Luglio 2025
È un sogno ma non è un sogno, è un film per bambini, ma è un film adulto. Miyazaki, a differenza di altre sue opere,
scopre tardivamente l’universo fantastico partendo da quello ordinario, ma resta fedele alla propria poetica,
con protagonista femminile (qui sdoppiata ma con “unico nome”: Satsuki è antica parola giapponese che sta per Maggio,
Mei è la pronuncia dell’inglese May), spiriti della natura ed ecologismo, tracce autobiografiche (la madre di Miyazaki
è stata in ospedale per nove anni, malata di tubercolosi), cura sublime nei fondali dipinti, verdissimi e sormontati
da cieli azzurri, realismo ineguagliabile nelle espressioni e nei gesti (Satsuki è adorabile, quando imita la più grande,
piange o si addormenta in piedi).
La soggettivatà dell’infanzia è il tramite ideale per scoprire Natura e Magia, dal microcosmo accede col cuore ad altri
mondi fiabeschi, partecipi ma invisibili (i piccoli esseri pelosi di fuliggine che infestano la casa, buoni con chi è buono).
Il Paese delle Meraviglie si fa strada lentamente, seguendo una scia di ghiande, per arrivare alla tana delle farfalle e all’enorme,
accogliente peluche su cui addormentarsi: un colpo di genio l’aver tolto la parola a Totoro.
Un’opera immensamente evocativa di quella beatitudine, ingenuità, assenza di senso del pericolo, bisogno di coccole e predominio
della fantasia sulla realtà della fanciullezza. E la dolcezza è infinita. Il tema “adulto” è quello di un’infanzia abbandonata che
trova le carezze altrove: quando il padre tarda a tornare a casa, c’è una splendida, buffissima scena in cui Totoro si accosta alle
bimbe impassibile, divertendosi (sempre con calma, sottotono) a giocare con le gocce di pioggia.
Totoro diventa una figura ancestrale che veglia sulla loro sicurezza; è Miyazaki che apre le porte della salvifica immaginazione
(il gattobus, Totoro-Mary Poppins) e dona loro le ghiande del ciclo vitale, perché nella Natura non si è mai soli.
Forse è tutto un sogno, ma può salvare la vita (quella della mamma, quella della piccola scomparsa).
❝A volte, i vicini più straordinari vivono proprio tra gli alberi.❞

Commenti
Un film che profuma di infanzia e meraviglia. Non è solo un cartone, ma un’esperienza che ti fa riscoprire la magia delle piccole cose: il vento tra gli alberi, la pioggia che batte sull’ombrello, il silenzio dei campi. Ogni volta che lo rivedo, mi sembra di tornare bambina
Totoro non è un semplice personaggio, è l’incarnazione della natura che accoglie e protegge. La scena in cui le sorelline aspettano l’autobus sotto la pioggia, con Totoro che appare accanto a loro, è forse una delle più poetiche mai viste nell’animazione.
La trama è delicata, quasi sospesa: non c’è un vero cattivo, non c’è conflitto tradizionale. Eppure, attraverso la malattia della madre e le paure delle bambine, il film racconta tantissimo sull’importanza della speranza e della famiglia. È un capolavoro di semplicità.
Il gatto-bus mi ha sempre affascinato: un’idea geniale, surreale e allo stesso tempo dolcissima. È l’esempio perfetto di come Miyazaki riesca a trasformare l’immaginazione infantile in immagini concrete e indimenticabili.
Ho visto Totoro per la prima volta da adulta e mi ha colpito quanto sia universale: parla ai bambini con l’avventura e la fantasia, ma agli adulti ricorda la fragilità della vita e la forza dei legami. È un film che resta nel cuore a tutte le età