La tomba delle lucciole
1988-04-16 - 90min - Lingua: giapponese
Dir. Miyazaki
Cast: Tsutomu Tatsumi, Ayano Shiraishi, Yoshiko Shinohara
Trama
Kobe, 1945. Seita e la piccola Setsuko vivono con la madre, mentre il Giappone sta perdendo la guerra e gli americani bombardano sempre più frequentemente l'isola. Durante un raid aereo il napalm devasta il loro quartiere e la madre dei ragazzi soccombe. I due trovano rifugio presso la zia paterna, ma ben presto le risorse limitate hanno la meglio sullo spirito di misericordia di quest'ultima. Seita sceglie di andarsene e porta con sé Setsuko in un rifugio abbandonato, che trasforma in una rudimentale nuova dimora. Ma nonostante la guerra stia per finire, la s carsità di cibo a disposizione si fa sempre più grave.
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La recensione
Project Ghibli · 1 Settembre 2026
La Tomba delle Lucciole è uno dei film più strazianti prodotti dallo Studio Ghibli,
un’opera che colpisce al cuore con la forza di una verità semplice e dolorosa.
La storia di Seita e Setsuko, due fratelli costretti ad affrontare gli orrori della guerra,
è raccontata con una delicatezza che rende ogni scena
profondamente umana e impossibile da dimenticare.
La regia di Isao Takahata evita ogni forma di retorica,
mostrando la guerra non attraverso battaglie o grandi eventi,
ma attraverso il quotidiano di due bambini che cercano di sopravvivere.
Ed è proprio questa prospettiva intima che rende il film
straordinariamente potente.
L’uso della luce, dei silenzi e dei piccoli gesti affettuosi tra i due fratelli
crea un contrasto devastante con la crudezza del mondo che li circonda.
Le lucciole, simbolo di bellezza effimera, diventano una metafora struggente della vita stessa,
e il film ce lo ricorda con una sensibilità
poetica e lacerante.
Non è un film semplice da guardare, e forse non vuole esserlo:
è un’opera che costringe lo spettatore a confrontarsi con il dolore,
la perdita e la fragilità dell’innocenza.
Ma proprio per questo, rimane uno dei capolavori più importanti dell’animazione mondiale.
❝ Questa sarà un’altra
notte di lucciole.❞

Commenti
È uno di quei film che ti rimangono addosso per giorni. Non è solo tristezza: è la consapevolezza di quanto la guerra rubi tutto, anche le piccole gioie quotidiane. Le lucciole, per me, rappresentano esattamente questo: momenti di luce che durano troppo poco. Takahata ha creato qualcosa che non si dimentica.
La storia di Seita e Setsuko mi distrugge ogni volta. La delicatezza con cui viene mostrata la loro quotidianità, anche nelle difficoltà più grandi, è qualcosa che raramente si vede nel cinema. È una tragedia intima, senza fronzoli, che colpisce dritto nel cuore. Guardarlo fa male, ma è un dolore importante, che ti fa riflettere davvero
Trovo incredibile quanto il film riesca a essere poetico pur parlando di qualcosa di così tremendo. Le scene delle lucciole sono tra le più belle che abbia mai visto in un’animazione, e proprio per questo sono anche tra le più strazianti. Ogni volta mi ricorda quanto sia fragile l’innocenza.
Non è un film che rivedi volentieri, ma è un film che devi vedere almeno una volta. Perché non cerca di edulcorare nulla, non ti dà un lieto fine, non ti protegge dalle conseguenze delle scelte degli adulti viste attraverso gli occhi dei bambini. Takahata ha avuto il coraggio di raccontare una storia senza speranza, ma con una verità che raramente si trova nel cinema contemporaneo
La cosa che mi colpisce di più è la sensibilità del racconto. Non si concentra sulla guerra in sé, ma su tutto quello che la guerra porta via: la casa, la sicurezza, la famiglia, la possibilità di avere un futuro. Eppure, tra tanta oscurità, ci sono momenti di tenerezza potentissima che rendono la tragedia ancora più reale. È un film che insegna, ferisce e rimane
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